Da Google ai colossi del petrolio: l'impegno delle grandi aziende verso le fonti rinnovabili

Da Google ai colossi del petrolio: l'impegno delle grandi aziende verso le fonti rinnovabili

È ormai fuori questione quanto le fonti rinnovabili stiano prendendo sempre più piede nelle nostre vite. Non solo per gli innegabili benefici economici nel medio-lungo periodo, ma anche per l’enorme contributo che danno alla salvaguardia dell’ambiente. Questa nuova “formula energetica” sta diventando una vera e propria realtà nelle nostre case, ma stenta ancora a decollare a livello industriale. Il buon esempio, in questo senso, comincia ad arrivare da alcune grandi aziende (come Google ad esempio) che mostrano sempre più interesse verso le fonti alternative di energia.

Rinnovabili e grandi imprese: una conversione difficile

La ricerca e lo sviluppo sono costantemente al vaglio di opportunità sempre più nuove, più vantaggiose e soprattutto sempre più ecosostenibili. Ma se le analisi di mercato mostrano che fotovoltaico e simili stanno riscuotendo pian piano successo ad uso privato/domestico, lo stesso non si può ancora dire in ambito commerciale/industriale.

Questo settore infatti mostra una certa difficoltà a lanciarsi nel mondo delle fonti rinnovabili. Nelle grandi realtà industriali e in tutti i progetti ingegneristici di utilità sociale di ampio respiro, l'applicazione delle politiche energetiche per le fonti rinnovabili si è mostrata sempre difficile e molto costosa. Non per niente è una grande impresa (perdonateci il gioco di parole), sostituire strutture per l'approvvigionamento di energia. Così come sembra  difficile rinunciare alle fonti di energia tradizionali, che fino ad ora hanno portato a profitti costanti e programmati nel tempo. Fortunatamente, sembra le cose stiano per cambiare.

I progetti con le rinnovabili di Google…

"A partire dal 2017, il 100% dell'energia utilizzata da Google verrà prodotta da fonti rinnovabili". È quanto annuncia Urs Hölzle, vice presidente senior delle infrastrutture tecniche, affermando che Google è stata una delle prima aziende ad investire su larga scala in energie rinnovabili, nonché il più grande acquirente mondiale in questo ambito, con i suoi 2,6 gigawatt prodotti tra energia eolica e solare. Saranno alimentati in questo modo tutti i suoi data center e uffici.

La grande azienda è incentivata in questo grande progetto anche dall'abbassamento dei costi delle rinnovabili registrati negli ultimi periodi e destinati (con grande probabilità) a mantenersi stabili nel tempo. Si prospetta quindi una forte concorrenza nei confronti del petrolio, il cui prezzo, negli ultimi tempi, ha subito continue oscillazioni. Si annunciano circa 20 progetti sull'energia rinnovabile e investimenti da circa 3,5 miliardi di dollari in tutto il globo.

… e dei colossi del petrolio

Anche colossi quali la Shell, la Total e la ENI stanno investendo grandi somme in energie rinnovabili. La Total ha speso un miliardo di dollari per acquistare la Saft, che produce batterie per immagazzinare energia solare. La ENI poi ha in serbo un progetto di realizzazione di centrali fotovoltaiche. Tutti questi progetti hanno il fine ultimo di produrre sempre più veicoli elettrici ad emissioni zero.

Anche i veicoli elettrici infatti sembrano non essere più delle invenzioni difficili da applicare e diffondere su larga scala, a causa dei costi elevati, delle difficoltà di realizzazione a livello industriale e della troppo limitata capacità di evitare le emissioni dovute alla combustione di idrocarburi.

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