Il fotovoltaico galleggiante: favola o realtà?

Il fotovoltaico galleggiante: favola o realtà?

Con questo blog vogliamo rispondere alla domanda contenuta nel titolo: sì, il fotovoltaico galleggiante è una bellissima nuova realtà nel panorama delle energie rinnovabili. Una concreta prospettiva che all’estero ha già trovato ampio consenso, basti pensare che ad oggi sono già 100 MWp l'energia solare galleggiante installata nel mondo.

Il fotovoltaico galleggiante è costituito da pannelli fotovoltaici posti in mare aperto oppure in laghi, corsi d’acqua o dighe. I componenti di un impianto galleggiante sono: una struttura che garantisce il galleggiamento della piattaforma leggera e flessibile per “accompagnare” il moto ondoso senza rompersi, la piattaforma stessa a sostegno dei moduli fotovoltaici ed ovviamente i pannelli fotovoltaici con i relativi connettori e inverter.

I vantaggi del fotovoltaico galleggiante

Sono molti gli argomenti a favore di questa nuova tecnologia, vediamo di riassumerli per punti:

  • risparmio del suolo, un problema ambientale molto dibattuto quando si parla di fotovoltaico tradizionale. Inoltre questo avrebbe risvolti anche economici poiché consentirebbe di risparmiare molto sull’acquisto del terreno, soprattutto in paesi dove il costo del suolo è molto alto;
  • l’acqua offre un sistema di raffreddamento naturale, poiché abbassa le temperature ed è in grado di garantire che le celle fotovoltaiche non perdano potenza in caso di surriscaldamento;
  • la struttura galleggiante può permettere di seguire la luce del sole per ottimizzare al meglio la generazione di energia (è stimato che l’orientamento e il raffreddamento degli impianti galleggianti aumentino di circa il 40% );
  • l’acqua riflette i raggi solari, aumentando così notevolmente la produzione energetica;
  • limita la proliferazione di alghe, ombreggiando lo specchio d’acqua, che mina l’ecosistema acquatico;
  • limita l’evaporazione di acqua dovuta alle alte temperature, un problema ambientale molto rilevante, la cui entità è rappresentata dai livelli ai minimi storici dei laghi italiani, stremati da questa ultima calda estate .

…e gli svantaggi?

Gli svantaggi del fotovoltaico galleggiante sono solamente legati all’ambiente marino: infatti la salsedine ha un’azione corrosiva sui pannelli, che potrebbero richiedere più manutenzione. Inoltre il mare presenta il pericolo onde, anche se sono molti gli studi volti a risolvere questa criticità realizzando strutture flessibili dotate di speciali “ammortizzatori” a protezione dell’impianto.

Il fotovoltaico galleggiante trova la sua migliore collocazione nei bacini idrici chiusi, una sinergia tecnologia che trova la massima realizzazione nel connubio con l’idroelettrico: l’energia solare infatti va a compensare il calo produttivo idroelettrico dovuto alla siccità nelle stagioni più secche.

Proprio qui troviamo gli esempi mondiali più rappresentativi di fotovoltaico galleggiante: il lago di fossa formatosi in seguito all’abbandono di una miniera di carbone ospita ora a Huainan in Cina vanta un impianto galleggiante da 40 MW. Anche l’ Europa non stata a guardare, infatti si è da poco inaugurato un fotovoltaico flottante da 68 MW, collocato in una diga che funge da bacino idroelettrico ad Alto Ragagão, in Portogallo.

“Occupando il 4% della superficie di tutti i laghi del mondo con il solare si produrrebbe tutta l’elettricità necessaria per ogni anno all’umanità”- queste sono le parole di Marco Rosa Clot, fisico dell’Università di Firenze che ha collaborato alla progettazione di diversi impianti galleggianti anche all'estero, è questo l'“happy ending” per il nostro pianeta che ci aspettiamo un giorno finalmente di vedere.

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