Batterie di accumulo per impianti fotovoltaici: quali e come sceglierle!

Batterie di accumulo per impianti fotovoltaici: quali e come sceglierle!

Chi possiede un impianto fotovoltaico (o chi ne sta valutando l’investimento), dovrebbe anche prendere seriamente in considerazione un sistema di accumulo, se non lo ha già fatto. Ma quali sono i fattori che determinano l’efficienza di un sistema di accumulo? Le batterie ovviamente! Ecco perché proveremo a spiegare come scegliere le giuste batterie di accumulo.

L’importanza di batterie e sistemi di accumulo

Ormai è certo! I sistemi di accumulo sono i migliori alleati di un impianto fotovoltaico perché permettono di incrementare l’autoconsumo immagazzinando l’energia in eccesso e rimettendola a disposizione quando serve (ad esempio di notte, quando l’impianto non è in grado di produrne).

Ma la resa effettiva del sistema di accumulo (e di conseguenza dell’impianto fotovoltaico) dipende dalle caratteristiche delle batterie usate. La scelta della batteria quindi è di fondamentale importanza!

Quali tipi di batterie si possono trovare in commercio?

Le tecnologie applicate alle batterie d’accumulo presenti sul mercato sono diverse, ma per capire veramente quale può essere il vero valore aggiunto di una buona batteria d’accumulo conviene distinguere due macro categorie: le prime batterie immesse sul mercato (i primi modelli, per intenderci) e quelle più recenti.

Caratteristiche dei primi modelli di batteria

Iniziamo con i modelli più “vecchi”. In questa categoria possiamo trovare batterie al piombo, al piombo acido, a gel o ai sali. Questi tipi di batteria vengono usati per alimentare diverse apparecchiature (come ad esempio i muletti) e si caratterizzano per essere piuttosto pesanti ed ingombranti, nonché per la necessità di lavorare con un DOD non ottimale.

Il DOD (profondità di scarica) è la percentuale di scarica oltre alla quale non è consigliabile andare per preservare un buon funzionamento nel tempo della batteria. In questo caso, se avessimo bisogno di immagazzinare 10 kWh, dovremo installare 20 kWh di accumulo perché il DOD delle vecchie batterie al piombo (ad esempio) si aggira sul 50%.

Un altra considerazione va fatta relativamente ai cicli di carica che le batterie possono garantire. Sempre per l’esempio di prima, una batteria al piombo può sopportare fino a 2.500 cicli di carica, per una durata media complessiva di 7 anni.

Le tecnologie più recenti: le batterie al litio

Ma la ricerca, anche in questo settore, ha fatto passi da gigante. Attualmente la tecnologia che va per la maggiore è data dalle batterie al litio. Le batterie al litio si distinguono per peso e dimensioni molto più contenute, a fronte però di prestazioni decisamente migliori nel tempo.

Il DOD delle batterie al litio si aggira intorno all’80%, ciò significa che queste batterie possono essere scaricate fino all’80% prima che sia necessaria una nuova ricarica. Di conseguenza un singolo ciclo di carica sarà più lungo. In più le batterie al litio garantiscono molti più cicli di carica… fino a 10.000, ovvero fino a 27 anni di durata.

L’unico contro delle batterie al litio è il prezzo maggiore rispetto a quello delle altre batterie. Prezzo che però può essere considerato più alto solo in termini relativi. Questo perché, considerando la vita utile più lunga dei modelli al litio, si riveleranno un investimento molto più vantaggioso nel tempo.

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